Vaselle d’Autore per il Vino Novello
La manifestazione nasce nel 1996, a celebrare lo strettissimo rapporto che storicamente intercorre tra il paese di Torgiano, il vino e la ceramica; il ritrovamento di un insediamento rustico databile dal I sec. a.C. fino al II sec. d.C. nel quale si coltivava la vigna e si fabbricavano anfore da trasporto di piccole dimensioni per poterne fare commercio, dimostra quanto il territorio sia legato alle arti della vitivinicoltura e della ceramica.
La prima edizione di Vaselle d’Autore per il Vino Novello parte da qui. A sottolineare ulteriormente il legame senza soluzione di continuità col mondo arcaico e pagano, la data di svolgimento cade sempre ogni anno a novembre, precisamente la prima domenica dopo il giorno 11, dedicato a San Martino di Tours e tradizionale termine ante quem per la chiusura della stagione agricola, in passato onorato con feste, fiere, fuochi e banchetti in tutto il continente, poiché “per San Martino ogni mosto è vino”.
La peculiarità di questo evento artistico, il cui ruolo di spicco nel panorama regionale è stato sancito fin dalla prima edizione, è creare un dialogo tra l’antica tradizione delle terrecotte e l’opera di grandi maestri contemporanei di fama internazionale, sia italiani che stranieri, invitati in numero di tre all’anno e non potrebbe essere altrimenti, visto che la direzione artistica a guida della macchina organizzativa del Comune di Torgiano e della Provincia di Perugia è quella di Nino Caruso.
Ad oggi la sede della collezione di vaselle, sita in Palazzo Malizia a Torgiano, conta circa centoventi opere donate dagli artisti, che durante il periodo espositivo trovano splendida presentazione nei suggestivi e quanto mai appropriati locali della Vecchia Fornace grazie alla collaborazione della Fondazione Lungarotti, nome storico della vita artistica e culturale torgianese grazie ai Musei del Vino e dell’Olivo e dell’Olio.
Accanto a Vaselle d’Autore e agli ormai storici Vinarelli di Torgiano e Scultori a Brufa, dal 2010 l’amministrazione comunale ha affiancato la prima edizione di Versando Torgiano, ovvero una serie di proposte espositive tra cui figura la prima edizione di Ampolliere di giovani artisti per l’olio nuovo, in collaborazione con la Provincia di Perugia e l’Accademia perugina di Belle Arti Pietro Vannucci.

La Vasella
Il prototipo della vasella per servire il vino può essere individuato nel boccale di età cicladica (l’oinochoe) del mondo classico, che grazie alla sua forma idonea allo scopo sopravvivrà durante i secoli, seppur con temporanee variazioni dovute al gusto del tempo e alla contingenza del contesto in cui veniva impiegato. Con differenze nel corpo, nell’ansa o nelle proporzioni, ma mantenendo la bocca trilobata dei modelli del mondo antico, si ritrova in età medievale (nel XIII sec.) nella veste della panata, ovvero nel recipiente a ventre globulare con becco da pellicano e impugnatura solitamente a nastro con basso anello di base per poggiarlo, che indica nel nome stesso la consuetudine del consumo di pane per accompagnare la bevanda.
Le variazioni nella forma subite dalla vasella sono minime, in campo tecnico e decorativo invece l’influenza della maiolica araba porterà innovazioni soprattutto grazie al repertorio coloristico e tematico di tradizione islamica, come ad esempio le palmette o le piume di pavone; interessante anche la presenza del decoro alla porcellana di gusto cinese.
In età tardo-gotica ritorna la forma allungata con la cosiddetta decorazione a zaffera sul largo ventre, che ben si presta ad ampie possibilità decorative.
In età rinascimentale e soprattutto barocca, la vasella diventa documento prezioso dell’evoluzione dei costumi, arricchendosi di elementi decorativi a rilievo, stemmi, scene mitologiche e storiche mutuate da soggetti presenti in altri recipienti e versatori in metalli nobili e raffinati, sfoggiando anche forme insolite, ad esempio antropomorfe.
Dal XVIII secolo in avanti inoltre è veicolo delle aeree preziosità del gusto Rococò, della luminosa pulizia delle linee neo-classiche e degli avvenimenti politici risorgimentali.
Il territorio derutese e torgianese persevera portando avanti nella vasella la tradizione che si riallaccia per via diretta con la panata medievale, oggi reinterpretata e valorizzata nel suo percorso evolutivo dalle Vaselle d’Autore per il Vino Novello, a sottolineare nuovamente il suo stretto e secolare legame con la vita conviviale e culturale del territorio.

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